Chi Siamo

Un’azienda giovane, versatile e dinamica

Formata da un team multidisciplinare e internazionale, che opera nei mercati di Europa ed America Latina, Inadvance garantisce un elevato standard di qualità in termini di: know how, capacità di ascolto e interazione con il cliente, professionalità e confidenzialità. Siamo specializzati nei processi di internazionalizzazione delle imprese, nell’Export Management e nell’Outsourcing Commerciale. Garantiamo ai nostri clienti un presidio diretto dei progetti,
attraverso le sedi e il personale di Madrid e Milano.

In cosa ci differenziamo

Ricerchiamo costantemente il perfetto equilibrio tra funzionalità ed emozionalià rendendo tali valori complementari ed in sintoniatra loro.
La funzionalià, ci permette di essere veloci nelle scelte strategiche, agili nell’adattamento ai bisogni dei nostri clienti e nella capacità di prendere decisioni. Siamo emozionali perché consideriamo imprescindibile la nostra presenza accanto alle imprese durante il processo di internazionalizzazione e la profonda comprensione delle aspettative e delle sfide che tale processo comporta. Per tale motivo mettiamo al loro servizio un team internazionale di professionisti che opera dalle nostre sedi in Italia e Spagna.

 

Come operiamo

Sosteniamo le imprese durante il processo di cambiamento strategico del proprio business verso nuovi mercati. La nostra metodologia ci aiuta a tradurre gli obiettivi in azioni progressive e misurabili. Diamo ai nostri clienti una visione chiara del percorso da seguire, motiviamo le persone che ricoprono ruoli chiave e garantiamo alle impreseuna struttura solida ed omogenea per affrontare le sfide nei mercati esteri.

MANAGING TEAM

Isabella

Isabella

Coordinator & Legal

Vanessa

Vanessa

Senior Researcher and Business Developer

Maurizio

Maurizio

Chairman and Chief Legal Officer

Sandro

Sandro

CEO

Simone

Simone

Legal Department

Massimiliano

Massimiliano

Food and Beverage Specialist

I NOSTRI SERVIZI

Internazionalizzazione

Grazie al nostro network di Professionisti ubicati nei Paesi di origine e destino dei nostri clienti, Inadvance riesce ad offrire un’ampia gamma di servizi verticali per supportare le Imprese durante l’articolato processo di sviluppo nei mercati.

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Outsourcing Commerciale

In un’economia in cui la globalizzazione è una realtà e - se ben gestita - può essere una grande opportunità, l’avere una visione internazionale del proprio business èormai una necessità e non più una semplice opzione.

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Export Management

Siamo in grado di offrire un servizio di Export Management ad hoc, incorporandoci come Unit all’interno dell’impresa, con obiettivi chiari e per un tempo definito.

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Consulenza Legale

Inadvance, attraverso il proprio dipartimento legale, opera in prevalenza nel settore del diritto del commercio internazionale, con particolare orientamento verso i paesi dell’area culturale ed economica iberoamericana attraverso l’erogazione di servizi e prestazioni professionali.

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Formazione

I nostri corsi di formazione si rivolgono a tutti quei professionisti che desiderino aggiornarsi ed acquisire competenze specifiche in Diritto del Commercio Internazionale su Tematiche Generali, Diritto del Commercio Internazionale su Tematiche Specifiche.

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Finanza Agevolata

Le opportunità nell’ambito dei finanziamenti pubblici per le imprese sono talmente numerose e variegate che è spesso difficile per l’imprenditore riuscire a monitorarle e a coglierne gli effettivi vantaggi.

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Partners


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NEWS

  • Bando Smart Living di Regione Lombardia

    Bando Smart Living di Regione Lombardia

    Il Bando “Smart Living” di Regione Lombardia si propone di incentivare le aggregazioni tra imprese, attorno al tema dello “Smart living”, per l’integrazione tra le produzioni, 

    i servizi e la tecnologia riconducibile al settore delle Costruzioni, del Legno Arredo Casa, Elettrodomestici e High-tech in collaborazione con il Sistema delle Università, finalizzate all’introduzione di prodotti, processi/servizi nuovi o migliorativi dal punto di vista tecnologico, produttivo e organizzativo, per valorizzare la tematica dell’”Abitare intelligente”.

    L’intento della Regione Lombardia è di avviare una fase di consolidamento e valorizzazione delle filiere eccellenti lombarde, coniugando il tradizionale know-how produttivo con le più avanzate tecnologie abilitanti, con positive ricadute in termini di:

     

    • Impatto ecologico in ogni singola fase del ciclo di vita dei prodotti: produzione, gestione, recupero;
    • Valore energetico-funzionale di nuovi materiali riciclati e riciclabili, per ideare e produrre oggetti/mobili di design sostenibile per l’arredo della casa (eco-design);
    • Smart Supply Chain filiera integrata di processi/modelli di business e produttivi, anche in chiave export;
    • Soluzioni di screening energetico e sismico degli edifici;
    • Elaborazione e implementazione di modelli innovativi di intervento sul patrimonio edilizio esistente: adeguamento sismico, recupero edilizio, riqualificazione energetica e/o strutturale;
    • Domotica, anche finalizzata a favorire l’autonomia e l’accessibilità a supporto dei servizi della persona, il wi-fi e la sensoristica avanzata (IoT);
    • Sistemi di progettazione virtuale, con particolare riferimento al Building Information Modelling, di prototipazione avanzata e di home & building automation;
    • Big data analysis, le tecniche di intelligenza artificiale “Sistemi cognitivi” e le tecnologie in ambito Cloud Computing, a supporto della gestione intelligente in tempo reale dei dati e delle informazioni;
    • Sistemi intelligenti per la gestione, l’intrattenimento, il monitoraggio e la sicurezza degli impianti ad uso domestico, con particolare riferimento agli apparecchi elettrodomestici bianchi/bruni.

    Dotazione finanziaria

    Il Bando ha una dotazione finanziaria complessiva pari a Euro 15.000.000,00 (Euro quindicimilioni/00) e prevede la concessione di contributi a fondo perduto.

    Chi può partecipare

    Il Partenariato deve essere composto da un minimo di tre soggetti, di cui almeno due PMI ed un soggetto a scelta tra Università e Grandi imprese.
    La composizione del Partenariato deve rispettare i seguenti requisiti:
    a) le PMI partecipanti al Partenariato devono sostenere cumulativamente almeno il 60% delle spese totali ammissibili del Progetto di S&I;
    b) ciascun Partner deve sostenere almeno il 10% delle spese totali ammissibili del Progetto di S&I.

    Entità dell’agevolazione

    L’Agevolazione prevista dal Bando viene concessa nella forma di un contributo a fondo perduto, e per singolo Progetto non potrà essere superiore ad Euro 800.000,00 ed  inferiore a 200.000,00 euro.

    Modalità di erogazione

    L’erogazione avviene in due tranche:
    1) prima tranche, fino al 40% dell’Agevolazione ammessa a titolo di anticipazione previa acquisizione, per i Partner imprese e Università private, della garanzia fidejussoria per un importo pari all’anticipazione richiesta (i Partner Università pubbliche non sono tenuti all’obbligo di presentazione di una garanzia fidejussoria), oppure a seguito della effettiva realizzazione del 40% delle spese ammesse previa presentazione di rendicontazione delle spese sostenute e quietanzate di pari importo.
    2) tranche a saldo, a conclusione del Progetto, previa presentazione della relazione finale sull’esito del Progetto medesimo, corredata dalla rendicontazione finale in autocertificazione delle spese effettivamente sostenute e quietanzate nella modalità indicata dal bando.

    Spese ammissibili

    Le agevolazioni previste dal bando sono concesse:
    - per le attività di Sviluppo sperimentale ed Innovazione dei processi e dell’organizzazione ai sensi rispettivamente dell’art. 25 commi 5 e 6 e dell’art. 29 del Regolamento (UE) n. 651/2014;
    - per le attività di Innovazione di prodotto: il Regolamento (UE) n. 1407/2013 stabilisce che l’importo complessivo degli aiuti de minimis concessi da uno Stato membro a un’impresa unica non possa superare 200.000 Euro nell’arco di tre esercizi finanziari e 100.000 Euro per il settore del trasporto merci per conto terzi, nell’ultimo triennio (art. 3.2).

    Termini presentazione delle domande

    La domanda di partecipazione  deve essere presentata esclusivamente per mezzo del Sistema informativo SiAge a partire dalle ore 12.00 del giorno 1 febbraio 2017.

    INADVANCE PUÒ AIUTARTI!

    Noi di Inadvance siamo al fianco di tutte le imprese desiderose di cogliere questa opportunità e possiamo aiutarle dapprima accompagnandole durante tutto il procedimento per la richiesta di finanziamento e in seguito gestendo la domanda e la rendicontazione una volta che il progetto viene approvato.

    Per avere maggiori informazioni in merito non esitate a contattarci al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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  • Per le start-up spagnole i primi successi arrivano dalle tecnologie

    Per le start-up spagnole i primi successi arrivano dalle tecnologie

    Gli imprenditori tecnologici spagnoli stanno facendo fatica a colmare il dislivello che si è venuto a creare tra coloro che generano idee e coloro che si limitano soltanto a clonarle e a adattarle ai nuovi mercati. 

    Una nuova generazione di fondatori spagnoli sta lavorando per trasformare idee innovative in aziende valide dal punto di vista commerciale, spesso in partenariato con gli istituti tecnologici, gli enti universitari e i potenziali clienti. Mentre molte start-up puntano ancora alla clientela o alle aziende, altre lavorano alla frontiera tra i settori pubblico e privato, e spesso cercano di “fare bene facendo del bene”.

    Made of Genes ne è un esempio: situata a Barcellona, si ripropone di sviluppare un modello commercialmente valido che metta alla portata di chiunque il sequenziamento del Dna o genoma, e a consentire al singolo individuo di tenere sotto controllo le modalità di utilizzo dei suoi dati personali. Oscar Flores, cofondatore e direttore esecutivo, afferma che la tecnologia del sequenziamento del Dna è ormai sperimentata e ha grandi potenzialità ai fini del miglioramento della salute umana. Indubbiamente, però, è una tecnica costosa che implica una spesa individuale di circa mille euro, a meno di condividerne i costi tra i potenziali beneficiari. «La nostra sfida è individuare un modello di business che funzioni» ha spiegato.

     

    Dall'altra parte della città, DEA Drones riferisce il grande interesse manifestato dai servizi di pronto soccorso di vari paesi europei. La sua piccola squadra ha messo a punto un pannello su schermo concepito per aiutare i responsabili dei vigili del fuoco ad analizzare in tempo reale le informazioni sulla scena [di un incendio] così da intervenire in modo più efficiente. L'idea originale era quella di utilizzare droni per recapitare dove necessario i defibrillatori, dice il fondatore e direttore esecutivo Alfonso Zamarro. Parlandone con le autorità deputate al pronto intervento, tuttavia, Zamarro e la sua squadra hanno individuato un problema diverso al quale hanno creduto di poter dare una risposta concreta. «Avevano telecamere montate e operanti addosso ai vigili del fuoco e su droni, ma incontravano difficoltà nel mettere insieme tutte le informazioni e farsi un quadro chiaro della situazione generale» dice.

    La comparsa di aziende più orientate all'aspetto sociale è uno degli indici della crescente diversità e maturità del panorama delle start-up in Spagna. Un altro è l'accresciuto interesse da parte degli acquirenti internazionali a rilevare le start-up spagnole che si sono conquistate invidiabili quote di mercato, incluse alcune che hanno conquistato ampi territori anche in America Latina. Ad agosto eBay, l'azienda statunitense di aste online, ha rilevato Ticketbis, un mercato online di vendita di biglietti per eventi di ogni tipo e si dice che abbia speso 165 milioni di dollari. Fondata nel 2009, con sede a Bilbao e a Madrid, Ticketbis si è espansa sul mercato in 48 paesi dell'Europa meridionale, dell'America Latina e dell'Asia. Da adesso in poi eBay unirà l'attività di Ticketbis con quella di StubHub, il suo centro di compravendita di biglietti con sede negli Stati Uniti, espandendo di conseguenza la sua quota di leader di mercato negli Usa per la vendita di biglietti.
    Il successo di Ticketbis testimonia una volta di più che il panorama delle start-up spagnole sta dando i suoi frutti in un'eccezionale diversità di contesti geografici. A differenza del Regno Unito, della Francia e perfino della Germania, dove le capitali dominano le attività imprenditoriali e i flussi degli investimenti, la Spagna ha due poli – Madrid e Barcellona – attorno ai quali gravitano e pullulano le start-up, attirando l'attenzione internazionale e animando i contesti imprenditoriali in alcune sue regioni.

    I dati dell'ASCRI, l'associazione spagnola di venture capital e private equity, dimostrano che il valore combinato dei portafogli di investimento dei membri a Madrid, con i suoi 7,2 miliardi di euro, è quasi il doppio del valore dei loro investimenti a Barcellona, pari a 3,8 miliardi. Ma i membri dell'associazione hanno anche il sostegno economico di un significativo numero di aziende della regione basca, di Valenza, della Galizia e dell'Andalusia. «Barcellona è molto attraente e l'ambiente è propizio a lavorare bene. Tuttavia direi che ciò vale anche per Madrid» dice Javier Ulecia, presidente di ASCRI e socio fondatore di Bullnet Capital, una società spagnola di venture capital.
    Da quando nel 2008 è subentrata la crisi economica, gli imprenditori, gli investitori e gli amministratori pubblici spagnoli stanno lavorando sodo per creare una cultura delle start-up che infonda nuove energie nell'economia spagnola, dice Ulecia. I frutti dei loro sforzi ora si incominciano a vedere: «L'anno scorso è stato il migliore in termini di volume di investimenti nelle start-up spagnole e di numero di aziende che hanno ricevuto denaro dal venture capital» ha aggiunto. A questo eccellente risultato hanno contribuito vari fattori: con la disoccupazione che continua a restare elevata e intorno al 18,9 per cento, le aziende leader di settore – quali quello finanziario, delle telecomunicazioni e delle costruzioni – non sono state in grado di assorbire la marea di laureati universitari e di diplomati degli istituti tecnici e hanno dovuto di conseguenza sondare nuove opzioni.

    «In Spagna è assai difficile per gli ingegneri con un background scientifico trovare un posto di lavoro interessante, e quindi o se ne vanno all'estero o entrano a far parte di aziende giovani» spiega Ulecia. Secondo Mathieu Carenzo, partner generale di Nero Ventures, un fondo di venture capital con sede a Barcellona, mentre le rotte aree per Londra e Berlino sono assai frequentate dai giovani spagnoli di talento, la loro stessa nazione sta diventando un posto competitivo nel quale lanciare una start-up tecnologica. «A Barcellona si possono trovare sviluppatori di grande talento per 20-30mila euro l'anno, quasi la metà della cifra necessaria a Parigi, un terzo di quella necessaria a Londra, e un quarto di quella occorrente nella Silicon Valley» spiega Carenzo, che tiene conferenze presso la Iese Business School. «In passato eravamo abituati a progetti che interessavano soltanto il mercato spagnolo» aggiunge, «mentre adesso i progetti in corso d'opera che vediamo sono più ambiziosi e destinati a più grossi risultati. Ciò rende la Spagna più attraente per le persone di talento provenienti da tutta Europa».

    Tali ambizioni sono sorrette finanziariamente da una rete di sostegno sempre più ben sviluppata e che oggi include incubatori di start-up, avvocati specializzati e consulenti aziendali di grande esperienza. Le reti dei finanziamenti, invece, comprendono capitali pubblici, venture capital e investitori informali. I progressi, dunque, sono molteplici e tangibili. Malgrado ciò, Flores di Made of Genes sottolinea che i sistemi di finanziamento si stanno tuttora adattando alle necessità di finanziamento sul lungo periodo di iniziative ad alto rischio che si presentano nel processo di sviluppo e di commercializzazione di tecnologie avanzate e rivoluzionarie, per esempio in campo medico. Questa è la frontiera dove sempre più spesso si sviluppano le tecnologie trasformative. La Spagna ha sacche di leadership scientifica e tecnologica, ma trasformare le idee in aziende in grado di competere a livello mondiale richiederà un notevole impegno: la strada è ancora in salita.

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  • Il Settore Calzaturiero in Spagna

    Il Settore Calzaturiero in Spagna

    Oggi giorno, il settore della calzatura spagnola costituisce un'industria molto dinamica e variegata, nella quale convivono distinti modelli e strategie imprenditoriali. 

     

    L'industria della calzatura ha sperimentato un'importante trasformazione negli ultimi anni che le ha permesso di migliorare notevolmente il suo livello di competitività e, in conseguenza, aumentare la sua presenza nei mercati globali, non solo per il prezzo, ma anche per il design e la qualità. Attualmente, il settore della calzatura spagnola si contraddistingue per:

    Struttura imprenditoriale frammentata. Nel settore esistono poche medie grandi imprese, mentre invece abbondano le imprese di volume piccolo (con meno di 50 impiegati) e micro (con meno di 10 impiegati).

    Attività complessa. Il calzaturiero è un settore complesso ed articolato caratterizzato per avere una catena produttiva molto frammentata nella quale intervengono molteplici attori.

    Settore che dipende dal consumo finale. Per sua natura, il settore calzaturiero è molto sensibile alla situazione economica e alle oscillazioni della domanda finale. Negli ultimi anni, il settore della calzatura, come anche in generale quello delle industrie manifatturiere (in particolare quelle associate al mondo della moda) hanno risentito della crisi generale dei consumi e del commercio mondiale.

    Settore orientato all'esportazione. Durante l'anno 2009, le esportazioni del settore sono ammontate a 100,3 milioni di paia di calzature, contribuendo in parte ad attenuare il danno prodotto dalla caduta della domanda interna. Nonostante le difficoltà dell'economia globale, il settore calzaturiero spagnolo non ha perso quindi competitività e si è mantenuto ragionevolmente stabile nei mercati internazionali.

    Riposizionamento sui mercati esteri. Attualmente, Francia e Italia sono i principali compratori di calzature spagnole; mentre le vendite negli Stati Uniti sono scese sia in consumo che in valore. Benché ora le vendite al mercato europeo rappresentano quasi l’80% del totale, il settore continua ad orientarsi alla diversificazione di mercati e sta cercando di penetrare, lentamente ma con successo, il mercato cinese dei prodotti ad alto valore.

    Forte concorrenza internazionale. Il contesto economico globale del settore è sempre più competitivo per via della continua  nascita di nuovi competitors che propongono prezzi molto bassi. Per fare fronte a queste sfide, le imprese spagnole hanno migliorato la loro competitività grazie a strategie orientate al marchio, alla qualità, alla moda e design, e all'innovazione.

    Coesistenza di diversi modelli di business. Il necessario adattamento dell'industria ad un nuovo scenario dettato dalla globalizzazione ha spinto le imprese ad esplorare nuovi modelli di business. La cooperazione inter-imprenditoriale e la geo-localizzazione sono state le strategie che hanno avuto più influenza sulla diversificazione dei modelli imprenditoriali.

    Forte crescita tecnologica. Quello della calzatura è un settore in continua crescita tecnologica. Lo evidenziano le innovazioni adottate per l’inseguimento delle tendenze di mercato, l'impiego di nuovi materiali, l'ottimizzazione dei sistemi di logistica e distribuzione, la realizzazione di progetti in collaborazione con industrie ed attività connesse, così come l'incorporazione di tecnologie avanzate di design e fabbricazione che vengono assistite dai computer.

    Responsabilità ambientale. Oggi giorno, il calzaturiero è un settore industriale abbastanza sensibilizzato circa le tematiche ambientali e le rispetta grazie anche alle normative che lo regolano.

    In conclusione, l'industria della calzatura spagnola sta realizzando sforzi importanti per migliorare i suoi livelli di competitività, orientarsi al cliente, aprire nuovi mercati e posizionarsi tra i prodotti di alto valore aggiunto.

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  • Il Settore dell'Ottica in Spagna

    Il Settore dell'Ottica in Spagna

    Il settore degli occhiali in Spagna è in ebollizione: nel 2015 si è prodotta una crescita vicina al 5% rispetto all'anno precedente.

     

    Le imprese online e le firme low cost emergenti si sono trasformate nell'ultima minaccia per l'ottica tradizionale.

    Quando si entra in un negozio di ottica le marche tra cui scegliere sembrano infinite. Dietro, però, ci sono pochi giganti che gestiscono le principali licenze nel mondo della moda: gli italiani Luxottica, Safilo, De Rigo e Marcolin, la statunitense Marchon e, in Spagna, Optim. Gli occhiali sono un commercio in rialzo in Spagna: nel 2015, solo in prodotti per la correzione della vista, si è prodotta una crescita del 4,7%, con un fatturato di 1.600 milioni di euro. I dati non sorprendono visto che gli occhiali si sono trasformati in un prodotto quasi di prima necessità, perché proteggono dai raggi UVA e perché più di 25 milioni di spagnoli hanno bisogno di sistemi di correzione visiva. Tuttavia, la Federazione Spagnola delle Associazioni di Ottica (FEDAO) ricorda che dal 2008, per via della crisi, si è avuta una diminuzione del 25% nella frequenza di visite all'optometrista.

     

    Anche lo scorso anno è stato molto positivo, benché non così intenso. Infatti, i risultati finanziari del primo trimestre del 2016 hanno confermato la tendenza. Luxottica, per esempio, ha incrementato le sue vendite del 2,5% fino a raggiungere i 2.260 milioni, mentre la società di consulenza spagnola DBK ha stimato che c’è stato un incremento del commercio per il 2016 del 4,1% rispetto all'anno precedente, raggiungendo un fatturato di 2.365 milioni di euro.

    Nonostante ciò, la FEDAO crede che il margine di beneficio sia stato comunque più ridotto per via dell'incremento dei costi della manodopera ed il maggiore peso del fatturato low cost nel settore, dal momento che il mercato delle montature si è frammentato con il boom di piccole imprese e delle startup, che offrono prodotti altamente personalizzati con un marchio di stile ben differenziato ed a prezzi accessibili. Tra gli attori più recenti spicca la firma Hawkers, un fenomeno inarrestabile che, dopo aver battuto record di vendite su Amazon, è considerato lo “Zara” degli occhiali. La sua strategia non è passata inosservata ad Inditex che l'ha vincolata a Pull&Bear per vendere i suoi modelli tanto nei negozi quanto online. Questa proliferazione di firme sottrae importanza all'impatto della pirateria che è più dannosa per i grandi gruppi. Secondo una recente relazione dell'Ufficio della Proprietà Intellettuale dell'UE (EUIPO) e dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la falsificazione e la pirateria muovono ogni anno 338 miliardi di euro. In Spagna, solo nel 2015, l'Agenzia Tributaria è intervenuta per quasi 2,6 milioni di prodotti falsificati il cui valore stimato nel mercato avrebbe raggiunto i 130 milioni di euro. Gli occhiali sono protagonisti tra le confische: si sono infatti tolte fuori dal mercato 395.000 falsificazioni (59 milioni).

    Se per i fabbricanti di occhiali la minaccia è la pirateria, per il settore ottico nazionale la grande preoccupazione viene dal canale di vendita online, dove ogni volta guadagnano sempre più scena firme emergenti come la madrilena Lord Wilmore che ha cominciato la sua ascesa nel gennaio del 2013 ed in un solo anno ha quasi quadruplicato le sue vendite. Nel 2015 è arrivata infatti ai 300.000 euro di fatturato. Le diverse imprese che vendono occhiali graduati emerse su Internet si scontrano con i professionisti del settore, ma gli ostacoli di ordine legale possono essere aggirati in diversi modi. In opticadirecta.es, specializzata in prodotti ottici diretti al consumatore, si sforzano di chiarire che non offrono servizi ottici: "Non graduiamo né diamo consigli ottici né prescriviamo occhiali. Questo compete ad un ottico o un oftalmologo specializzati" e che i loro servizi sono adatti a ordinare un paio di occhiali di scorta. Dal canto loro, gli ottici tradizionali ricordano che la prescrizione di occhiali implica alcuni elementi che non figurano sulle ricette mediche come la distanza al vertice, l’angolo facciale e pantoscopico che la montatura ha rispetto alla morfologia del viso dell'utilizzatore. Inés Mateu, Presidentessa della FEDAO, sostiene che “non si devono utilizzare tecniche di mercato che lottano unicamente per il basso costo, senza tenere in conto la qualità o la sicurezza. Nel nostro settore, prima del fatturato o delle vendite, viene la salute."

    Tra le tendenze più consolidate nel settore c’è poi anche il dotare il prodotto di connotazioni di responsabilità sociale o ambientale, sia per l'implementazione di programmi di donazione di occhiali a comunità svantaggiate sia per l'utilizzo di materiali sostenibili (naturali o riciclati) nella confezione delle montature. Per non parlare della stampa 3D che ha trovato una delle sue applicazioni più commerciali nella produzione di montature customizzabili che ha dato poi luogo a una moltitudine di startup, come l'australiana Sneaking Duck o l'italiana Soda Concept. Tendenza che hanno adottato le firme più avanguardiste, come la tedesca Mykita che ha già lanciato la sua prima collezione per stampa 3D, chiamata Mylon. In Spagna troviamo l'esempio di Wlasses, che crea occhiali con materiale riciclato - polvere di nylon - per stampa 3D ed è il risultato dell’idea di due imprenditori che con un capitale di 10.000 euro hanno concepito quattro design per la commercializzazione.

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